lunedì 19 gennaio 2015

Cos'avranno voluto dirmi?




Una volta tornato verso San Bonifacio, il lavoro si trova tra le mani di Patrizia, a cui spetta di ricamare i ciclamini e di raccontarci la loro storia:




“Il ciclamino è conosciuto da tempi molto antichi. Si pensava fosse una pianta utile per risvegliare l’amore e la sensualità. Più tardi invece lo si consigliava quale protezione dai malefici: per questo motivo veniva piantato intorno alle case. Veniva anche usato per adornare le camere dei novelli sposi come augurio di fertilità. Si pensava inoltre che la sua essenza avesse poteri magici.
Ancora oggi è diffusa la credenza secondo la quale l’essenza di ciclamino favorisce l’incontro e l’unione delle persone affini e che vaporizzare alcune gocce nell’ambiente in cui si vive o lavora accresca il prestigio personale.
Attenzione però: il bulbo è tossico per l’uomo! Proprio per questo nel linguaggio dei fiori il ciclamino simboleggia la diffidenza e la scarsa fiducia. Donare un ciclamino significa sottintendere che la persona a cui lo si regala non si sta comportando come dovrebbe o che dovrebbe avere più fiducia in se stessa per migliorare.
Ora che ci penso… ma tutti quelli che mi hanno regalato un ciclamino volevano dirmi questo o sono completamente ignari del significato?”



Il ricamo è eseguito con punto margherita, punto festone e punto erba.





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