martedì 9 febbraio 2016

Gli effetti inattesi del ricamo medievale

La serata sul ricamo e le rievocazioni storiche, gestita da Ilaria, ha entusiasmato non poco tutte le presenti ed ha stuzzicato la curiosità e la creatività dell'intero gruppo.



Ecco i commenti di alcune di noi.

"Serata - Fili tra le mani - del 14 ottobre semplicemente FANTASTICA!!!! Avevo già sentito parlare di rievocazione storiche, ma mai avrei immaginati che racchiudesse un mondo così affascinante.
Ilaria, con la sua semplicità e chiarezza, ha saputo, in un tempo limitato, illustrarci di cosa si tratta e l'impegno che ciò comporta fino ad arrivare al bellissimo ricamo medievale.
Un ringraziamento ad Ilaria, ma anche al direttivo dell'associazione che ha organizzato questa bella serata... è proprio vero: non si ha mai finito di imparare."


"L'incontro, interessante e piacevole, esposto con passione e vivacità da Ilaria, mi ha tanto incuriosita da indurmi a cimentarmi in un piccolo ricamo, se Ilaria sarà disponibile. Intanto, grazie per la bella serata e tanti complimenti alla brava rievocatrice."


"Una serata magica, in cui Ilaria è riuscita a portarci per mano nel tardo medioevo, facendoci assaporare i profumi delle ottime ricette descritte, i colori dei dipinti da cui lei ed i suoi compagni di rievocazione traggono preziosi indizi, gli ornamenti da cui i ricami prendono avvio.
La passione con cui si dedica allo studio e alla ricostruzione di quest'epoca, è trapelata da ogni parola e dalla generosa disponibilità a rispondere alle nostre inesauribili domande. L'effetto è stato contagioso, tanto da far sorgere il ghiribbo di cimentarsi in simili ricami".



Bhe! che dire, speriamo che questo 2016 sia proficuo e riesca a convincere qualche associata a provare il ricamo medievale descritto da Ilaria.



sabato 30 gennaio 2016

Non di solo ricamo si nutre la ricamatrice



 Nel calendario di appuntamenti che la nostra associazione ha compilato, per rispondere ai suggerimenti avanzati dalle socie e comprendenti esigenze di apprendimento, occasione di incontro, scambio di conoscenze e riflessione culturale, abbiamo, per la prima volta, provato ad organizzare una serata speciale. Una serata in cui si sono lasciati gli aghi a casa e in cui una delle socie ha avviato un discorso. Un discorso mirabilmente organizzato con tanto di presentazione e slide. Un discorso legato ad una esperienza personale maturata in un’altra associazione e legata alle rievocazioni storiche.
 


 Conoscete forse già Ilaria, se avete avuto modo, nelle vostre scorribande in rete, di approdare al suo blog: crocettevittoriane.blogspot.com.  
Periodicamente Ilaria veste i panni di una donna del popolo d’epoca medievale e ricama a telaio, cucina per quei bruti che fanno la ronda intorno all’accampamento, ma, soprattutto, racconta ai visitatori, senza timori e senza risparmiarsi, tutto quello che sa e che faticosamente ha ricostruito, attraverso fonti di tutto rispetto. Staremmo delle ore a raccontare e vi dirò che a malincuore l’abbiamo lasciata andar via quella sera… 



Personalmente registro su questo blog un paio di impressioni. 

Per prima cosa ho riflettuto sulla passione, che va oltre gli ambiti accademici e che sa accendere gli animi. Ho ammirato il metodo rigoroso di replica dei manufatti artigianali, dal reperto archeologico o dall’analisi di affreschi o fonti indirette.


Ho scoperto un ricamo dai colori allo stesso tempo splendenti e sobri e infine ho scoperto quanto il ricamo (in generale un interesse collettivo) possa far da tramite tra discipline diverse e far emergere curiosità di altri settori, come è stato per Ilaria, che è arrivata per parlare di ricamo, ma è finita per distribuire, con gran gioia delle numerose partecipanti… Ricette medievali! Non di solo ricamo si nutre la ricamatrice!



giovedì 24 dicembre 2015

Piccolo pensierino di Natale: il portapane




I grandi poeti e gli storici dell'antichità classica hanno spesso sottolineato l'importanza del pane, alimento la cui presenza si perde nella notte dei tempi, come l'archeologia ha poi confermato.
Nei miti dei greci e dei latini, addirittura gli Dei avrebbero insegnato agli uomini come fabbricarlo: per gli Elleni, Demetra, madre della terra feconda e delle messi, ne era alle origini; secondo i Romani, invece, ci vollero addirittura due abitanti dell'Olimpo per inventarlo: Cerere, divinità del frumento e Pan che insegnò a cuocerlo.


Nel suo significato concreto e simbolico il pane è considerato un DONO dall'alto, da chiedere con umiltà e da aspettare con fiducia e proprio per questo suo stretto rapporto con Dio, diventa immagine della sapienza.


Per le festività natalizie alcune associate si sono dedicate al ricamo e alla confezione di un portapane da regalare alle persone care o da tenere ed usare sulla tavola imbandita di Natale e Capodanno.




L'associazione FILI TRA LE MANI augura a tutti SERENI GIORNI DI FESTA.





grandi poeti e gli storici dell’antichità classica hanno spesso sottolineato l’importanza del pane, alimento la cui presenza si perde davvero nella notte dei tempi, come l’archeologia ha poi confermato. Nei miti dei greci e dei latini, addirittura gli dei avrebbero insegnato agli uomini come fabbricarlo: per gli Elleni Demetra, madre della terra feconda e delle messi, ne era alle origini; secondo i Romani ci vollero addirittura due abitanti dell’Olimpo per inventarlo: Cerere, divinità del frumento e Pan che insegnò a cuocerlo. - See more at: http://www.toscanaoggi.it/Cultura-Societa/Il-pane-e-la-Bibbia-il-pane-e-la-pace#sthash.O0vYa3Mp.dpuf
grandi poeti e gli storici dell’antichità classica hanno spesso sottolineato l’importanza del pane, alimento la cui presenza si perde davvero nella notte dei tempi, come l’archeologia ha poi confermato. Nei miti dei greci e dei latini, addirittura gli dei avrebbero insegnato agli uomini come fabbricarlo: per gli Elleni Demetra, madre della terra feconda e delle messi, ne era alle origini; secondo i Romani ci vollero addirittura due abitanti dell’Olimpo per inventarlo: Cerere, divinità del frumento e Pan che insegnò a cuocerlo. - See more at: http://www.toscanaoggi.it/Cultura-Societa/Il-pane-e-la-Bibbia-il-pane-e-la-pace#sthash.O0vYa3Mp.dpuf

lunedì 21 dicembre 2015

La felicità



A fine lavoro, mentre osservavo, con aria più critica che soddisfatta le mie viole e le mie rose, gironzolavano nella mia mente alcuni versi semplici e cantilenanti, reminescenze scolastiche di tanti anni fa. Eccoli:



“C’è un’ape che si posa

Su un bottone di rosa:

lo succhia e se ne va.

Tutto sommato la felicità

È una piccola cosa”

(Trilussa).



Com’è successo a me nel realizzare questi piccoli ricami a punto pittura.



venerdì 4 dicembre 2015

Fiori in rilievo a punti liberi


Da quando ho imparato la tecnica dei fiori a punti liberi mi si sono aperte nuove strade per realizzare tante idee originali e delicate.

Devo dire che non me lo aspettavo quando, qualche mese fa, con le mie amiche ricamine, ci  siamo messe a studiare quel libro! All’inizio ero attirata dall’aria di festa e primavera che questi ricami riuscivano ad effondere, ora è un vero e proprio susseguirsi di idee che mi corteggiano affinché io le realizzi al più presto.

Devo ammettere che dà molta soddisfazione ricamare i fiori a punti liberi, intanto il loro essere in rilievo li rende così particolari: si notano subito, spiccano! In secondo luogo, una volta apprese le tecniche base, diventano semplici e a quel punto la fantasia ci mette del suo.

 Ad ogni modo, il mio piccolo progetto iniziale, quello con cui ho imparato la tecnica, l'ho concluso! Alla fine le mie iniziali cariche di fiori colorati e delicatamente posate su un lino bianco, hanno trovato la loro strada concretizzandosi in un cuscino! Ho scelto delle tonalità neutre, un lino tortora, per tentare di risaltare il ricamo più che il confezionamento.
 Il bello di ricamare, almeno per me, è che quando poi guardi un lavoro finito ti ricordi dove eri nei momenti in cui lo stavo completando, trasformando un ricamo qualsiasi in una sorta di album dei ricordi. Ecco che ora guardo il mio cuscino e ripenso alle ore passate in Associazione per imparare la tecnica, ripenso alle ore a casa con il naso tra le pagine del libro per migliorare la tecnica, e lo guardo con molta gioia.

Tuttavia, già dopo averlo concluso e appoggiato sopra al mobile dove sognavo di metterlo quando era ancora un progetto su carta, mi sono subito rimessa al lavoro. Il primo, in un certo senso, dolce obbligo è forse  quello di realizzare alcuni regali per delle persone a me care che si erano innamorate di questa tipologia di ricamo. Ecco che ho confezionato dei sacchetti con ricamata la lavanda e riempiti di lavanda del mio giardino, e poi ho ricamato degli asciugamani!
 

Le idee si susseguono e crescono, ringrazio ancora chi ha condiviso con me questo percorso perché imparare questa tecnica mi ha dato un qualcosa in più che prima non avevo.


lunedì 16 novembre 2015

Esperimenti di (punto) pittura

 


Quando abbiamo iniziato a cimentarci con questa tecnica disperavamo di potere ottenere risultati soddisfacenti: il contorno preciso, i giusti abbinamenti di colore, la lunghezza dei punti per ottenere l’effetto sfumatura sembravano un’impresa troppo difficile per le nostre abilità. 


Ed invece la pazienza e l’esercizio, supportati dalle spiegazioni di “Needlepainting Embroidery, fresh ideas for beginners” di Trish Burr, ci hanno permesso di realizzare dei ricami di grande effetto ed altrettanta soddisfazione.




Il tema floreale è stato il più utilizzato, ad abbellire tovaglie, asciugamani, preziosi quadri ed un portamonete. Ma c’è stata un’incursione pure nel mondo dei frutti: sulla scorta  dell’originario proposito di trarre ispirazione dai colori dell’autunno, un melograno ha fatto capolino tra i lavori. 


La difficoltà di realizzazione è stata costituita dalla resa delle sfumature del frutto: i suggerimenti di Trish Burr erano nel senso di un lavoro a raggiera verso il centro, ma la forma del melograno e una sbirciata a lavori d’un tempo su frutti tondeggianti hanno portato ad un ricamo in senso circolare, con punti alternati di colori limitrofi per rendere le sfumature tra le diverse nuances di filo. 
Un esperimento che si spera non abbia snaturato troppo la tecnica.